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Unipol, la strategia controcorrente che ha cambiato il rapporto tra banche e assicurazioni

La strategia che oggi distingue Unipol nel panorama finanziario italiano nasce quasi dieci anni fa da una scelta che, allora, sembrava andare controcorrente. Quando il settore bancario viveva una fase difficile e le quotazioni degli istituti erano ai minimi, il gruppo assicurativo bolognese decise di puntare con decisione sulle banche, investendo in BPER Banca e nella Banca Popolare di Sondrio. Una decisione che nel tempo si è rivelata uno degli elementi distintivi del modello industriale del gruppo.

Il tema è tornato al centro dell’attenzione dopo un’intervista pubblicata da MF-Milano Finanza, nella quale il presidente del gruppo assicurativo Carlo Cimbri ha ripercorso le scelte che hanno portato alla costruzione di un modello bancassicurativo unico nel mercato italiano.

Guardando indietro, la decisione appare oggi quasi intuitiva, ma all’epoca non lo era affatto. “Quando le banche erano sottovalutate e stavano vivendo una stagione triste, Unipol ha deciso di non accodarsi al mercato e di investire in Bper e in Banca Popolare di Sondrio guardando al futuro. Delle banche ci sarebbe stato sempre bisogno e abbiamo guardato alle sinergie con il settore assicurativo”, ha ricordato Cimbri. Da quella scelta è nato un modello industriale in cui una compagnia assicurativa è primo azionista di una banca, una configurazione che negli anni ha contribuito a ridisegnare il profilo del gruppo.

Il risultato è evidente anche nei numeri più recenti. Il 2025 si è chiuso con utili pari a 1,5 miliardi di euro, in crescita del 36,8%, e con un dividendo di 1,12 euro per azione, dati che hanno sorpreso positivamente il mercato e consolidato la fiducia degli investitori. Nel frattempo, il settore bancario italiano è entrato in una nuova fase di consolidamento che potrebbe rafforzare ulteriormente il posizionamento di Unipol. La progressiva integrazione tra Bper e Popolare di Sondrio, infatti, rappresenta per il gruppo assicurativo un passaggio coerente con la strategia costruita negli ultimi anni.

Cimbri osserva il fenomeno del cosiddetto risiko bancario con un certo distacco, sottolineando che la priorità per il gruppo resta lo sviluppo del proprio progetto industriale. “È difficile dire se il risiko si sia acquietato. Di certo noi andiamo per la nostra strada, abbiamo un progetto industriale con un modello che non ha paragoni. La finanza va e viene, il progetto industriale resta”, ha spiegato il presidente.

L’attenzione degli osservatori si è riaccesa anche dopo le recenti mosse degli investitori internazionali nel capitale di Bper, tra cui JPMorgan Chase, che ha assunto una quota significativa dell’istituto prima di ridurla parzialmente. Segnali che per molti analisti indicano come il processo di consolidamento bancario italiano non sia ancora concluso, anche se per Unipol la prospettiva resta quella di lungo periodo.

Guardando al futuro, il gruppo mantiene un approccio prudente ma fiducioso. I risultati del 2025, spiega Cimbri, non sono il frutto di un momento favorevole ma di una strategia costruita nel tempo. “I risultati del 2025 vengono da lontano e non sono frutto di una stagione particolarmente propizia, ma di un lavoro strutturato”. Allo stesso tempo, il 2026 si apre in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e da una certa volatilità dei mercati finanziari. “La guerra sta impattando sulla volatilità dei mercati, è prematuro fare previsioni. Le borse si sono mosse ma i tassi no. La nostra filosofia resta quella di guardare al lungo periodo e impostare piani il più possibile svincolati dagli eventi di anno in anno”, ha spiegato.

In questo scenario, la parte assicurativa continua a rappresentare una base solida per il gruppo, mentre il contributo degli investimenti finanziari dovrebbe continuare a sostenere la crescita. Intanto, dal punto di vista strategico, l’integrazione tra Bper e Popolare di Sondrio viene considerata un passaggio naturale nel percorso avviato quasi un decennio fa. “Come azionisti abbiamo sostenuto l’operazione. Ora per Bper c’è un lavoro meno glamour ma di grande sostanza, che passa per la rapida integrazione della Popolare di Sondrio e per la costruzione di una banca sempre più solida e profittevole”, ha osservato il presidente.

La questione del consolidamento bancario in Italia resta aperta. Dopo i due grandi gruppi leader del mercato, esistono ancora diversi istituti di medie dimensioni con ambizioni nazionali. Secondo Cimbri, tuttavia, la priorità oggi non è tanto la ricerca di nuove fusioni quanto il rafforzamento delle realtà esistenti. “Tolte le prime due grandi banche, l’Italia ha altri tre istituti di medie dimensioni con carattere nazionale. Sul mercato tutto è possibile, ma credo che oggi ci sia da lavorare per renderle sempre più solide e profittevoli”.

Il presidente di Unipol, premiato come assicuratore dell’anno agli MF Insurance Awards 2026, sottolinea infine un tema che riguarda direttamente il rapporto tra banche e assicurazioni in Europa. “Speriamo che l’Europa decida a eliminare l’asimmetria del Danish Compromise. Chiediamo di poter competere sullo stesso terreno delle banche quando decidono di comprare imprese assicurative”. Un passaggio tecnico ma cruciale, perché riguarda le regole di capitale che oggi favoriscono le banche quando controllano compagnie assicurative, mentre non prevedono gli stessi benefici nel caso opposto.

foto in copertina: Carlo Cimbri, presidente Unipol

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2026/02/23/unipol-utili-record-nel-2025-e-dividendo-in-crescita-cimbri-rilancia-sul-triennio/

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