Si è tenuto lo scorso 2 dicembre a Roma il 9° Convegno di Fine Anno di Itinerari Previdenziali, incentrato sul tema “In uscita dalla crisi o a metà del guado?”. L’incontro – si legge in una nota – è stato l’occasione per fare un quadro anticipato delle previsioni economiche per il 2016 e per i successivi anni e delle opportunità generate dalla diverse economie mondiali, grazie alla presenza di esponenti di vertice degli organismi internazionali.
Marco Buti, direttore generale Affari Economici e Finanziari Commissione Europea, ha aperto la prima sessione mattutina dal titolo “Gli scenari visti dall’Europa”: “La crisi ha dimezzato la crescita potenziale di tutti i Paesi dell’Area Euro, in particolare in Italia alla fine del 2015 il tasso di crescita potenziale risulta pari allo 0 – ha affermato Buti –. Tuttavia ci sono buone prospettive di uscita dalla stagnazione per i prossimi anni”. Quali allora le priorità di politica economica per l’Europa? “Nel breve termine – ha sostenuto Buti – è necessario sostenere la ripresa con politiche monetarie e fiscali, ma nel medio-lungo termine è essenziale intervenire con riforme strutturali”.
Per fornire un’analisi dello scenario economico internazionale è intervenuto Carlo Cottarelli, direttore esecutivo Fondo Monetario Internazionale, il quale ha affermato che “secondo le previsioni di inizio anno del FMI, il dimezzamento dei prezzi del petrolio avrebbe dovuto avviare un processo di crescita nei paesi avanzati, in realtà le cose non sono andate così”.
“La crescita dei Paesi avanzati è stata rallentata dai Paesi Emergenti, i quali hanno registrato una forte riduzione del tasso di crescita potenziale dal 2010 ad oggi – ha proseguito Cottarelli –. Sono molto preoccupato per gli effetti secondari che le politiche monetarie e fiscali espansive possono avere sull’accumulo del debito pubblico e privato”.
Simone Manganelli, Capo divisione Financial Research Banca Centrale Europea, ha poi spiegato che “quando non vi è più spazio di manovra per abbassare i tassi di interesse, uno degli strumenti non convenzionali di politica monetaria è il Quantitative Easing. L’impatto macroeconomico di questa operazione è stato un innalzamento dell’inflazione nell’Area Euro di 35 punti base e del Pil di 60 punti base”.
Sulla base delle prospettive economiche delineate durante la mattinata, durante il pomeriggio è stato aperto il dibattito sugli orientamenti di chi è deputato a prendere le decisioni politiche nei confronti del welfare integrativo e complementare.
Micaela Campana, responsabile Welfare e Terzo Settore Partito Democratico, ha subito sottolineato l’importanza del welfare aziendale: “Il 21% delle aziende italiane offre servizi di welfare ai propri dipendenti, percentuale che aumenta al 35% se si considera anche la contrattazione individuale”. L’onorevole Campana ha proseguito sostenendo che “per incentivare il sistema del welfare aziendale è necessario premiare le aziende che percorrono questa strada, è necessario che la politica le sostenga”.
Ma quali sono i segnali di stabilizzazione che il governo può dare nei confronti del welfare integrativo? Alla domanda ha risposto Maurizio Sacconi, presidente Commissione Lavoro del Senato: “Deve essere attuata una politica fiscale di favore, ma la conquista di questi vantaggi si raggiunge solo se l’intero sistema di welfare si evolve”. Ma da chi deve partire l’input, dal governo o dal sistema stesso? “Direi insieme! Dobbiamo riaprire canali di dialogo sociale, ci sono le necessità perché questo dialogo trovi nuovo sviluppo”.
Lello Di Gioia, presidente Commissione Bicamerale Controllo Enti, infine, ha presentato i risultati delle audizioni di quest’anno: “Per quanto riguarda le Casse di Previdenza, il risultato è stato molto positivo: lo scorso anno eravamo riusciti a istituire un tavolo con il Ministero dello Sviluppo Economico sugli investimenti in economia reale ma investire nelle grandi opere infrasfrutturali senza certezza della realizzazione diventava un problema. Quest’anno le Casse di Previdenza si sono dimostrate pronte ad affrontare questa sfida, ora si tratta di mettere in atto azioni concrete”.
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P.S.: Ulteriori atti del convegno “In uscita dalla crisi o a metà del guado?” sono liberamente scaricabili dalla pagina del sito di Itinerari Previdenziali dedicata all’evento




