Gigantiello, Ceo di AXA Italia, “La disparità di genere non è solo una questione di ingiustizia, ma un ostacolo allo sviluppo economico. Basti pensare che globalmente costa oltre 16 trilioni di dollari”

Il ruolo dell’uguaglianza di genere nella costruzione di una società più resiliente è stato argomento di discussione tra numerose personalità del mondo accademico, istituzionale e delle grandi corporate, nell’ambito dell’evento organizzato da AXA Research Lab on Gender Equality dell’Università Bocconi, in collaborazione con AXA Italia e AXA Research Fund.
Francesco Billari, Rettore della Università Bocconi ha evidenziato come sia necessario un cambiamento culturale anche negli uomini e Giacomo Gigantiello, Ceo di AXA Italia, ha detto che “oggi nel mondo 2.4 miliardi di donne non hanno gli stessi diritti degli uomini e questa disuguaglianza non è solo una questione di ingiustizia, ma un ostacolo allo sviluppo economico. Basti pensare che globalmente costa oltre 16 trilioni di dollari e per vincere questa battaglia serve un approccio collettivo, dove le Università hanno un ruolo chiave”.
In questo ambito le assicurazioni possono giocare un ruolo centrale sia in termini di prodotti e servizi, sia in merito al formazione, investimenti e adozione di nuove policy.
Maria Bianca Farina, presidente Ania, ha sottolineato l’urgenza di agire sul tema, ricordando come la gender equality sia un tema chiave per il settore assicurativo: le donne rappresentano circa il 50% della forza lavoro nelle compagnie, con un numero crescente di donne manager.
Paola Profeta, direttrice di AXA Research Lab on Gender Equality e prorettrice per la diversità, inclusione e sostenibilità dell’Università Bocconi: “Nonostante i progressi fatti finora, le donne sono ancora penalizzate sul mercato del lavoro. Gli ostacoli sono molteplici – dalla penalizzazione delle madri ai carichi di cura divisi in modo asimmetrico tra uomini e donne, alle norme sociali e stereotipi diffusi che vedono ancora le donne protagoniste della sfera familiare e gli uomini delle carriere professionali. Tutto questo ha un costo evidente per l’economia e la società, in termini di perdita di talenti e limitata performance. Congedi di paternità, quote di genere, promozione della presenza femminile nelle discipline STEM, rimozione degli stereotipi possono contribuire a creare un contesto culturale sul lavoro che favorisca la parità di genere e l’empowerment delle donne”.
Tra i temi emersi dal confronto e corroborati dalle evidenze offerte dagli sudi prodotti dall’AXA Research Lab on Gender Equality della Bocconi:
- La non sufficiente diffusione delle discipline STEM tra le ragazze.
- La necessità di intervenire in modo incisivo sul sessismo ancora troppo diffuso nelle aziende a guida maschile
- Favorire sempre di più politiche inclusive nelle aziende: dal congedo di paternità sempre più esteso, a programmi di mentoring ed empowerment per una leadership femminile sempre più diffusa e consapevole.
Foto in copertina: Giacomo Gigantiello, Ceo di AXA Italia (a sx), Paola Profeta, direttrice di AXA Research Lab on Gender Equality e prorettrice per la diversità, inclusione e sostenibilità dell’Università Bocconi (al centro) e Francesco Billari, Rettore della Università Bocconi (a dx)
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