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Il board di Wefox boccia il piano di vendita e dimissiona il Ceo

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La startup tedesca Wefox cerca un nuovo Ceo dopo che il consiglio di amministrazione ha bocciato il piano di vendita a Ardonagh proposto dall’attuale amministratore delegato Mark Hartigan, sostenuto dal suo principale azionista Mubadala. Lo scrive Market Line precisando che il board ha approvato un contratto di prestito convertibile da parte degli investitori Chrysalis Investments e Target Global, per un importo di circa 25 milioni di euro. Nella sua ricerca di fare cassa, Wefox è anche impegnata in trattative per cedere Assona, la sua controllata nel settore assicurativo per bici elettriche, che dovrebbe generare almeno 50 milioni di euro.

Operando in otto paesi con più di due milioni di clienti, Wefox è alle prese con problemi di liquidità. All’inizio di questo mese, Mubadala, fondo di private equity di Abu Dhabi, ha proposto di cedere Wefox al broker assicurativo inglese Ardonagh. L’azienda con sede a Berlino ha riportato perdite superiori a 100 milioni di euro lo scorso anno e dovrà far fronte a ulteriori 70 milioni di euro di requisiti patrimoniali aggiuntivi fino alla fine del 2024.

I fondatori di Wefox e alcuni dei primi investitori si sono opposti alla vendita ad Ardonagh, che ha valutato la start-up quasi 550 milioni di euro, temendo una perdita totale delle loro quote. La valutazione di Wefox ammontava a 4,5 miliardi di dollari durante un round di finanziamento guidato da Mubadala due anni fa.

Così, alla fine, per dare un po’ di ossigeno all’insurtech, gli azionisti di Wefox hanno deciso di versare nuove risorse per circa 25 milioni, cui si aggiungerà un profondo piano di riorganizzazione, con la chiusura degli asset non strategici e focus su quelli più promettenti.

Hartigan, con una precedente esperienza dirigenziale presso Zurich Insurance e come capo di LV=, è entrato in Wefox lo scorso anno come presidente non esecutivo. A marzo è succeduto al co-fondatore Julian Teicke come Ceo a causa delle crescenti sfide finanziarie di Wefox. Hartigan – ha ricordato il Daily Mail – non è nuovo ad esperienze del genere. Nel 2021 lasciò LV con la reputazione a brandelli dopo che i membri del board avevano votato contro il suo piano di vendere la mutua, una compagnia con 181 anni di storia, a Bain Capital per 530 milioni di sterline. Da allora LV si è ripresa, registrando un utile ante imposte di 107 milioni di sterline nel 2023, una grande inversione di tendenza rispetto alla perdita di 145 milioni di sterline dell’anno precedente.

Leggi anche Germania: investitori di Wefox divisi sulle ipotesi di salvataggio

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