Crescita del 21% trainata da polizze rivalutabili e unit-linked, secondo i dati Ivass. Le banche dominano la distribuzione con oltre il 72% del totale

Il mercato assicurativo vita italiano ha chiuso il 2024 con numeri da record, raggiungendo una raccolta premi complessiva di 110,5 miliardi di euro, in crescita del 21,2% rispetto all’anno precedente, secondo quanto comunicato da Ivass. Un risultato che conferma le tendenze già emerse nel 2023 e consolida il ruolo centrale del comparto nel panorama finanziario nazionale, con dinamiche differenziate tra i vari segmenti di prodotto e canali distributivi.
A trainare la crescita sono stati principalmente i contratti rivalutabili, classificati nel ramo I, che hanno registrato un incremento del 10,9% su base annua raggiungendo i 73,4 miliardi di euro e rappresentando così il 66,5% della produzione complessiva. Ma è il ramo III, quello dei contratti unit-linked collegati a fondi di investimento, a mostrare la dinamica più esplosiva con una crescita del 59% nel 2024 e un ulteriore balzo del 26,1% nei primi nove mesi del 2025. Gli investitori sembrano aver ritrovato fiducia in questi prodotti più orientati al mercato, probabilmente attratti dalla prospettiva di rendimenti più elevati in un contesto di tassi in evoluzione.
Il rafforzamento della raccolta premi nei contratti rivalutabili può essere ricondotto alla riduzione dei tassi di interesse, che ha reso più competitivi i rendimenti offerti dalle gestioni separate rispetto ad altri investimenti tradizionali. Le polizze a premio unico continuano a dominare questo segmento con un’incidenza dell’84,8% del totale, sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. L’introduzione di gestioni separate con fondo utili ha ulteriormente rafforzato l’attrattiva di questi prodotti, stabilizzando i rendimenti prospettici e conferendo maggiore resilienza al comparto in un periodo caratterizzato da incertezza sui mercati.
Sul fronte della distribuzione, il canale bancario e postale ha consolidato il proprio dominio, intermediando il 72,1% della produzione totale nel 2024, in aumento rispetto al 70,1% dell’anno precedente. Il canale tradizionale, composto da agenti e broker, ha invece visto ridursi la propria quota al 16,5% dal 17,8% del 2023. All’interno del canale bancario-finanziario si è registrata una vera e propria esplosione per i contratti unit-linked e multiramo, con incrementi rispettivamente del 73,9% e del 32,8%. Anche i contratti rivalutabili hanno mostrato una crescita significativa, seppure più contenuta, pari all’8,3%.
Un elemento particolarmente interessante riguarda l’andamento dei riscatti, che nel ramo I hanno mostrato segnali di rallentamento. Il tasso di riscatto è infatti sceso dal 10,9% del 2023 al 9,5% nel 2024, con dinamiche diverse tra canale bancario e tradizionale. Nel ramo III, invece, la domanda di riscatti è aumentata nel 2024 ma ha iniziato a calare tra aprile e settembre 2025, segnalando una progressiva stabilizzazione anche in questo segmento più volatile.
La redditività complessiva del comparto, principalmente generata dagli investimenti a reddito fisso come titoli di Stato e obbligazioni private, è stata influenzata positivamente dall’andamento dei tassi d’interesse e dal rafforzamento dei corsi obbligazionari. Le gestioni separate hanno mantenuto un ruolo centrale nella generazione di rendimento, pur registrando per il terzo anno consecutivo un differenziale negativo, seppur in attenuazione, rispetto al rendimento dei BTP decennali. Il rendimento medio lordo realizzato si è attestato al 2,8%, in lieve aumento rispetto al 2,6% dell’anno precedente, collocandosi al di sopra di quello dei fondi interni obbligazionari ma rimanendo inferiore alle altre categorie più dinamiche.
Un aspetto rilevante riguarda la forte riduzione delle minusvalenze latenti sugli attivi a reddito fisso nelle gestioni separate, passate da -53,7 a -31,4 miliardi di euro. Questo miglioramento è attribuibile alla ripresa dei corsi obbligazionari e a una gestione più dinamica delle vendite degli attivi sottostanti da parte delle compagnie. A beneficio degli assicurati, il rendimento medio lordo è leggermente cresciuto mentre la quota trattenuta dalle imprese si è ridotta, migliorando così il ritorno effettivo per i sottoscrittori.
L’offerta di prodotti si è ampliata nelle linee rivalutabili e multiramo, mentre è diminuita per le unit-linked. Si è ridotta l’offerta di prodotti a vita intera a favore di quelli con scadenza definita, segnalando una preferenza crescente per soluzioni con orizzonti temporali più definiti. Tra le novità spiccano numerosi prodotti collegati a più gestioni separate contemporaneamente e con rendimento garantito superiore allo zero, caratteristiche che aumentano la competitività e la diversificazione dell’offerta.
L’integrazione dei criteri ESG si conferma un elemento di crescente interesse, con una quota significativa di opzioni di investimento che ricadono nelle classificazioni previste dagli articoli 8 e 9 del Regolamento SFDR sulla finanza sostenibile. Complessivamente, il 19,8% delle opzioni offerte può essere classificato come orientato alla sostenibilità, rispondendo così alle crescenti preferenze dei clienti verso investimenti responsabili dal punto di vista ambientale e sociale.
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