Opinione della Settimana

Sulla busta arancione i fondi si sono già mossi

Busta Arancione

Più informazioni sul versante pensione complementare in attesa che l’Inps faccia il primo passo

Non deve essere necessariamente una lettera e nemmeno arancione. L’importante è che gli italiani vengano informati presto su quanto riceveranno di pensione al momento di lasciare il lavoro. È ciò che emerge dalle posizioni di alcuni esperti e rappresentanti del settore previdenziale. Un argomento che in alcune regioni d’Italia stanno affrontando con dei progetti pilota.

La questione “busta arancione” come un fiume carsico, dunque, appare e scompare dal panorama delle notizie italiane. Ritornerà martedì prossimo, 26 novembre, alle 14 e 15: la commissione bicamerale di vigilanza degli enti previdenziali, presieduta da Lello Di Gioia, risentirà di nuovo il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua sui conti, sulla busta arancione ed altri temi (in precedenza l’incontro era previsto per il 3 dicembre).

Chi manda già la busta

I fondi complementari già mandano ai loro iscritti documenti informativo simile alla busta arancione. «Proprio così – spiega Michele Tronconi, presidente di Assofondipensione, associazione che rappresenta i fondi pensione negoziali –. I fondi pensione già informano la platea delle persone iscritte. Ma è fondamentale che si faccia cultura previdenziale pure tra chi un fondo pensione complementare non ce l’ha». Chi ha aderito a una struttura pensionistica integrativa ha infatti dimostrato una certa sensibilità su tali temi.

«È importante che l’Inps invii quanto prima la busta arancione. Non si capiscono questi ritardi a tanti anni di distanza dalla riforma Dini – aggiunge Troncone –. I nostri associati contano comunque di fare la loro parte con una vasta campagna informativa». Ogni fondo pensione negoziale, sottolinea il presidente di Assofondipensione, ha infatti un proprio budget sul versante educational. «E comunque stiamo lavorando per ottenere uno sbocco sulla tv attraverso la Pubblicità Progresso», conclude Tronconi.

Se l’informazione è sul web

Sull’invio celere della busta arancione è d’accordo anche Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza: «Sì, l’Inps deve accelerare in tale ambito benché nell’epoca della Rete, penso vi siano anche altri mezzi per inviare queste informazioni». Si fa riferimento al progetto Inps di comunicare portale web e password per poi lasciare che l’iscritto cerchi da solo la propria storia contributiva e (si spera) le stime sulla pensione. Ma non tutti gli italiani sono in sintonia con il web. Ecco perché sarebbe utile, almeno una volta l’anno, l’invio di una comunicazione cartacea. «Nelle previsioni sulle pensioni – aggiunge Corbello – si dovrebbe partire poi da assunti di base reali, soprattutto in relazione al Pil. Altrimenti si rischiano delle stime troppo positive».

Autore: Vitaliano D’Angerio – Plus24

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