Opinione della Settimana

Itinerari previdenziali, il welfare integrativo un’opportunità per l’Italia

Previdenza - Risparmio (3) Imc

(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

Nel sistema finanziario il ruolo degli investitori istituzionali è destinato ad assumere valenza sempre più centrale considerando la comune volontà europea e italiana di favorire un riequilibrio delle fonti di finanziamento dell’economia alternative rispetto al tradizionale canale bancario. Quadro aggiornato sullo stato dell’arte in Italia è fornito dal 2° Report annuale sugli investitori istituzionali italiani appena pubblicato da Itinerari Previdenziali coordinata da Alberto Brambilla.

Il Report lancia però anche un grido d’allarme al governo. «Resta il problema dello scarso interesse della politica per il welfare integrativo e complementare che, lungi dall’essere un costo, è una grande opportunità per il futuro del Paese e dei suoi abitanti. Finora la risposta dei governi è stata solo con l’aumento della tassazione sui rendimenti penalizzando proprio quei lavoratori a cui si vuole ridurre il carico fiscale o quelle associazioni che senza il contributo delle Fondazioni farebbero fatica a fare tante opere di bene», si legge nell’analisi.

Ma chi sono prima di tutto gli investitori presi in esame? La fotografia ha in misura preponderante connotati previdenziali. I soggetti su cui l’analisi si sofferma (a parte le banche, le assicurazioni e le Sgr che operano con schemi differenti) sono i fondi pensione negoziali, i fondi pensione preesistenti, le casse di previdenza dei liberi professionisti, con in più le fondazioni bancarie, a cui presto si aggiungeranno le casse e i fondi di assistenza sanitaria integrativa che hanno superato i 7 milioni di iscritti. In particolare il Report fornisce un quadro quantitativo sul numero di questi operatori (ne vengono rilevati 471) sugli aderenti attivi, sulla dimensione patrimoniale, sulla composizione e diversificazione dei patrimoni e sui gestori e fabbriche prodotto ai quali questi patrimoni sono affidati in gestione.

Fondi Pensione - Top 20 (Itinerari Previdenziali - MF Milano Finanza 19.09.2015) Imc

Dal punto di vista patrimoniale si è avuto un incremento nel corso degli anni degli asset detenuti dal complesso di questi investitori che sono passati dai 114,8 miliardi di euro del 2004, agli attuali 208 miliardi circa, con un incremento dell’81%. Di questi, 108 miliardi (oltre il 50%) sono affidati a gestori professionali. Concentrando l’attenzione sui profili previdenziali, al 31 dicembre 2014 i 38 fondi pensione di natura negoziale operanti nel Paese (rispetto al 1999 il numero dei fondi è aumentato di 5 unità), contavano 1,94 milioni di iscritti (a fronte dei 1,95 milioni del 2013) e un patrimonio di 39,64 miliardi, in crescita di 5,14 miliardi sul 2013. Il trend di diminuzione del numero di iscritti è già stato però invertito nei primi mesi del 2015 attraverso il meccanismo dell’iscrizione automatica dei lavoratori del settore edile-industria e edile-artigianato al fondo pensione Prevedi con un aumento di circa 410 mila iscritti.

Pioneer e UnipolSai guidano la classifica per numero di mandati dei fondi negoziali (43 a testa), seguiti da Generali con 33 ed Eurizon con 18 mandati. Pioneer con una quota di mercato dell’11% ed Eurizon con il 10,69%, ricoprono le prime posizioni per masse in gestione seguite da UnipolSai, State Street, Generali e Credit Suisse. Con riferimento ai fondi preesistenti alla fine del 2014 erano 323, sette in meno rispetto al 2013, con asset pari a 54 miliardi, 4 miliardi in più da fine 2013. Dal canto loro le casse privatizzate dei liberi professionisti sono 20, amministrano 22 gestioni e contano 1,62 milioni di iscritti dai 1,55 milioni del 2013. Lo studio rammenta che anche fondi pensione aperti e Pip possono interpretare il ruolo di investitori istituzionali. I 54 fondi aperti e i 78 Pip hanno asset per circa 37,2 miliardi.

Rispetto al 2013 i fondi aperti sono cresciuti del 16,6% (1,05 milioni di iscritti), in forte crescita del 25,8% i Pip di nuova generazione (2,44 milioni di iscritti). Per i fondi aperti i maggiori gestori sono Arca sgr con circa 2,71 miliardi seguita da Intesa Sanpaolo Vita con 2,29 miliardi, Allianz (1 miliardo), Generali (900 milioni) e Fideuram. Questi primi cinque soggetti detengono oltre il 55% del mercato. I Pip nuovi sono promossi da Generali Italia con oltre 3,7 miliardi, seguita da Poste Vita con 2,82 miliardi e da Mediolanum (2,3 miliardi). Queste prime tre società hanno una quota di oltre il 55%. A conclusione il Report fornisce una sintesi dei rendimenti degli istituzionali: spiccano i fondi pensione con risultati medi sopra il 7%.

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